Scommettiamo che non avete mai visto cosa succede a Bargecchia quando l’autunno comincia a fare sul serio. In questo delizioso borgo arroccato sulle colline di Massarosa, in provincia di Lucca, la storica Sagra della Mondina e del Quartuccio Fritto torna a far fumare i barili e a riempire i vicoli con quel profumo inconfondibile che fa subito festa paesana.
Qui, a due passi dal profilo del monte che ricorda il volto di Dante, la kermesse taglia il ragguardevole traguardo delle cinquantadue edizioni, confermandosi un caposaldo della resistenza gastronomica versiliese. Niente fronzoli da sagra patinata o tavoli di design: ci si ritrova in piazza all’aperto, gomito a gomito con la gente del posto e con il patrocinio del Comune e dell’AVIS, pronti a contendersi i posti nelle tre weekend consecutive di ottobre. L’atmosfera è quella verace di una volta, dove l’asfalto e i banchi della festa fanno da cornice a un baccano festoso che profuma di brace e allegria.
Il menù è un vero e proprio inno alla tradizione contadina locale, con le mitiche mondine (le caldarroste cotte nei grandi cilindri di ferro) pronte a scottare le dita e i fragranti quartucci fritti che rubano la scena a qualsiasi velleità salutista. Tra un bicchiere di vino rosso e quattro chiacchiere sotto le stelle, la sagra ricorda a tutti che la semplicità è l’unica vera risposta alle serate uggiose d’ottobre.
Se avete sfidato le pendenze di Bargecchia e vi siete scottati le dita con un cartoccio di mondine e un quartuccio fritto, raccontateci com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

