Se le fondamenta di un intero paese sorgono su un paio di testi di ferro come in uno stemma di appartenenza gastronomica, allora siete arrivati a Cascio. In questo piccolo borgo incastonato nella Garfagnana, l’estate non inizia davvero finché le fucine non scaldano i ferri da cialda e non comincia a spandersi per i vicoli l’inconfondibile profumo della farina di granoturco che incontra lo strutto. Qui va in scena la mitica Sagra delle Crisciolette, un’istituzione che va avanti a spron battuto da oltre mezzo secolo, attirando chiunque sia in cerca di cibi veraci e tradizioni prive di lezi.
Il teatro dell’evento è il suggestivo Centro Storico di Cascio, una perla del comune di Molazzana. Per sei serate complessive – divise precisamente tra l’ultimo weekend di luglio e il primo di agosto – la vita del paese si sposta interamente all’aperto. Protagonista assoluta è la criscioletta, una sottile schiacciata di farina di mais e grano, tradizionalmente arricchita con pancetta o formaggio e cotta al momento stringendola tra i pesanti testi di ferro ben unti. Roba da palati forti e da mani infarinate fino ai gomiti, dove la semplicità contadina batte qualsiasi trovata da chef stellato.
La macchina organizzativa è gestita dai volontari dell’associazione A.S.R. Cascio APS, che oltre a presidiare i fuochi arricchiscono la festa con stand di cucina locale, mostre fotografiche sui vicoli, musica dal vivo e gli acclamati bomboloni dell’Anna, pronti a stendere definitivamente i coraggiosi sopravvissuti alla fila. Passeggiando tra le vecchie mura e i punti panoramici, si respira quell’aria da festa paesana d’altri tempi dove non esistono prenotazioni chic: si cammina in salita, si caccia il posto a sedere e si fa baccano sulle panche.
Se avete avuto modo di sfidare il calore dei testi e volete dirci quante crisciolette siete riusciti a mandare giù prima di alzare bandiera bianca, lasciateci un commento nelle recensioni o votate la sagra con le stelline!


Lascia la tua valutazione, pubblica foto
Correggi date, menu, programma