Se state cercando un motivo per avventurarvi tra le colline dell’aquilano, sappiate che a Castelvecchio di Sante Marie l’aria di agosto si fa densa di profumo di bosco. Qui, in un lembo d’Abruzzo che sa di storia e di terra antica, torna la Sagra del Porcino, un appuntamento che taglia il traguardo della sua XXV edizione. Non è una festa per chi cerca il minimalismo algido o le pietanze “di design”: qui si celebra il fungo in tutta la sua gloria, quella che nasce dal sottobosco e finisce dritta sulla tavola, preparata con le sapienti ricette di famiglia che si tramandano da un quarto di secolo.
L’organizzazione, affidata all’Associazione Culturale San Martino col supporto del Comune di Sante Marie, è un lavoro di squadra che vede l’intera comunità mobilitarsi. Che arriviate da Roma, da L’Aquila o dalla costa, l’obiettivo è unico: sedersi a tavola nel borgo di Castelvecchio e dimenticare la calura cittadina. Quest’anno, oltre al classico trionfo di funghi porcini, l’edizione speciale vede il ritorno della Pesca Porcina, gestita dai ragazzi del posto, e l’introduzione di stand dedicati all’artigianato locale.
È una sagra che vive di convivialità, dove la tradizione non è una parola vuota, ma il sapore di un piatto cucinato come si deve. Se siete tra quelli che pensano che il porcino sia il vero sovrano del bosco e volete farci sapere se la cucina di Castelvecchio vi ha stregato, non dimenticate di lasciare una valutazione della sagra: vogliamo sapere se la vostra esperienza è stata un’autentica allucinazione mistica o semplicemente una gran bella serata!

