Se vi aspettate che le sagre liguri si limitino alla solita focaccia e al pesto di ordinanza, preparatevi a ricredervi. Benvenuti nell’entroterra ligure profondo, quello vero, dove il mare diventa solo un miraggio all’orizzonte e si celebrano tradizioni montane dalle radici incredibilmente solide. La Sagra della trota di Rezzo è qui a dimostrarlo, configurandosi storicamente come una delle feste più antiche, ruspanti e longeve di tutta la Valle Arroscia.
Tutto è cominciato in modo del tutto spontaneo e magnificamente privo di grandi cerimoniali burocratici. In passato, i pescatori locali, dopo aver passato la giornata a sfidare le correnti fresche del fiume Giara alla ricerca di trote, sentivano il sacrosanto e comprensibile bisogno di riunirsi per cucinare il bottino della giornata, bere del buon vino e raccontare storie palesemente esagerate sulle dimensioni delle proprie catture.
Questo rito collettivo divenne così iconico e frequentato che la stessa Pro loco di Rezzo venne fondata proprio per dare una struttura ufficiale e organizzata a questa grande tavolata comunitaria. Quella che era nata come una semplice e ruspante mangiata tra amici è diventata oggi uno degli appuntamenti gastronomici più importanti e frequentati della zona, in grado di attirare visitatori da ogni vallata circostante.
L’evento ha persino ottenuto il riconoscimento ufficiale come Evento autentico di Regione Liguria, un bollino che certifica che qui non troverete cibo industriale o intrattenimento artificiale, ma solo la verace e rustica ospitalità dei residenti della valle. L’atmosfera è quella delle vere feste di paese di una volta, dove ci si siede vicini su lunghe panche di legno e il profumo del pesce fresco riempie l’aria di Rezzo. Una vera perla per chi cerca un’esperienza gastronomica verace, che non si mette in posa per i turisti della costa ma continua a fare le cose con lo stesso identico spirito selvatico e conviviale delle sue origini.


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