Nel cuore delle colline metallifere, quando il vento autunnale comincia a picchiare sui vicoli e la voglia di stare a dieta cede il passo all’istinto di sopravvivenza, c’è solo una risposta possibile: rifugiarsi a Tatti. Il piccolo e suggestivo borgo medievale frazione di Massa Marittima ospita la nuova edizione di Sapori d’Autunno, una festa pensata per chi affronta i primi freddi non con le tisane, ma a colpi di cinghiale in umido, polenta fumante e vino rosso come se non ci fosse un domani.
Arroccato su un colle boscoso e cinto da mura antiche, Tatti (GR) vanta una storia nobilissima di castelli medievali, contesi nel Duecento tra i conti Aldobrandeschi e il Comune di Siena. Ma dimenticate la geopolitica del Trecento per un istante: tra queste pietre la vera storia la fa il Comitato Turistico di Tatti, capace di spalancare le antiche cantine del centro storico e trasformarle in templi del gusto e dell’artigianato toscano. Che siate lì per ammirare i vecchi frantoi o per cacciare un posto a sedere come i cacciatori dopo la battuta, qui la genuinità non è un bel claim, ma una dura realtà da masticare.
Il programma enogastronomico è un manifesto di resistenza maremmana: si mangia a cena ma anche a pranzo il sabato e la domenica, con piatti rudi e sinceri come la salsiccia alla brace, i funghi, le caldarroste e l’immancabile olio nuovo con il vino novo a fare da lubrificante sociale. E se il meteo decide di fare i capricci? Nessun dramma: alle vere sagre non ci si spaventa per quattro gocce, perché qui si mangia rigorosamente al coperto. Tra le note della musica dal vivo, le battute dissacranti del comico Il Conte Max con Simone Cicaloni e gli spettacoli di strada per le viuzze, l’atmosfera si scalda in un baleno.
Se vi siete addentrati tra le cantine con il bicchiere pieno e la bocca ancora unta di salsiccia e bruschetta con l’olio novo, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

