A Catabbio, perla sperduta nel comune di Semproniano, Grosseto, la polenta non è un semplice primo piatto ma una dichiarazione d’intenti e un atto di fede contadino. Quando la terza settimana del mese chiama, il paese risponde accendendo i paioli e tirando a lucido le panche per la Sagra della Polenta, un’istituzione dell’entroterra maremmano che va in scena rigorosamente a cena.
Siamo nel cuore della Maremma più autentica, a due passi dalle Terme di Saturnia ma a debita distanza dal turismo leccato. Qui la regina della tavola si presenta fumante, affogata nel ragù o nelle sue declinazioni più robuste, ma a fare da spalla c’è un’intera batteria di artiglieria pesante gastronomica: bruschette da ressuscitare i morti, formaggi locali, tagliatelle stese a mano, carne alla griglia e patatine. Il tutto servito negli stand al coperto, dove i tavoli si conquistano con l’occhio vigile del cacciatore e l’asfalto delle vie paesane fa da naturale pavimentazione. Tra un bicchiere di rosso locale e una girata di polenta, si ascolta la musica dal vivo suonata da orchestre veraci con la fisarmonica d’ordinanza e il sintetizzatore sparato a mille.
Se avete avuto modo di testare la resistenza del vostro fegato e la consistenza della crosta, o se avete capito il segreto di questa tradizione maremmana, lasciateci un commento e una valutazione con le stelline!

