Festa medievale di Roccatederighi
Da queste parti si chiama semplicemente “La Festa Medievale su alla rocca“
Per tornare indietro nel tempo non serve una macchina. Basta il primo weekend di agosto e un biglietto per Roccatederighi, frazione di Roccastrada nel cuore della provincia di Grosseto, dove il borgo si trasforma senza troppi complimenti in un set cinematografico del trecento o quattrocento (quasi millecinque).
Qui va in scena Medioevo nel Borgo, manifestazione che dal 1993 la Pro Loco di Roccatederighi organizza con la stessa caparbietà e con un ntoevole successo con cui i propri antenati difendevano le mura dai vassalli di turno. Perché a Roccatederighi il Medioevo non è un vezzo da location fotogenica: il nome stesso del paese lo racconta, derivando dai Tederighi, signori del luogo e vassalli degli Aldobrandeschi, la famiglia che da queste parti comandava eccome.
Oltre le porte medievali – passate le guardie che ancora dal 1993 si ostinano a minacciare <<UEEEEEE dove andate ? Cosa portate? – un Fiorino>> (ndr sublime citazione da “Non ci Resta che Piangere” che merità l’eternità) – si spalancano e le botteghe del centro storico tornano a bottega davvero: artigiani che lavorano ferro, cuoio e legno con mestieri che altrove sopravvivono solo dentro una teca da museo. Tra un vicolo e l’altro sfilano cortei, diavoli, compagnie d’arme, giullari, falconieri, cornamuse e streghe di ogni sorta, mentre le taverne allestite per l’occasione versano vino e piatti tipici preparati, almeno nelle intenzioni, secondo ricette d’epoca.

Non aspettatevi solo bancarelle: musici itineranti e giocolieri ingaggiati da tutta la Toscana e anche più lontano si danno da fare per intrattenere chi si ferma a guardare, e le rievocazioni storiche mettono in scena vicende come processi e roghi che, va detto, qui si affrontano con lo spirito giusto: teatrale talvolta inquietante. In alcune piazzette il medioevo più truce diventa goliardico, con le botticelle rotanti, i lanci delle spugne fradice, il famoso gioco delle martellate sui chiodi.
Chi conosce la zona sa che il borgo di pietra, arroccato e stretto tra vicoli in salita, si presta benissimo all’atmosfera: niente asfalto da fiera di paese, qui si suda salendo e ci si guadagna la cena. Non perdetevi la vista da “la rocca” vera e propria, cioè il picco con i sassi oltre la chiesa che si affaccia sulla pianura maremmana: la vista qui è davvero la più bella, ma fatelo da sobri e con le scarpe adatte.
Se avete intenzione di infilarvi tra dame, cavalieri e mercanti e volete raccontarci come è andata tra un boccale e l’altro, lasciate pure una valutazione della sagra!
Nota: meglio non avvicinarsi troppo con le auto, inutile intasare il paese e rovinare l’atmosfera: abbiamo posizionato il placemark sul parcheggio più vicino, un campo sopra al paese. Stavolta si che tornerete con le scarpe impolverate…
Le foto della redazione











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