Se c’è una cosa che i genovesi sanno fare bene, oltre a calcolare al centesimo il costo della vita, è rifugiarsi nell’entroterra non appena le temperature della costa diventano insopportabili. Nella prima settimana e nella terza settimana del mese, le colline della Val Bisagno si riempiono di profumi che nulla hanno a che fare con la salsedine. L’appuntamento fisso è a Fontanegli, Genova, un borgo che storicamente faceva da snodo lungo le antiche vie del sale e che oggi, grazie all’impegno sociale delle realtà locali, resiste alla gentrificazione a colpi di piatti della tradizione.
Qui prendono vita due tappe gastronomiche imperdibili per chiunque apprezzi la cucina senza fronzoli. Si parte con la Sagra del Raviolo, una celebrazione della pasta ripiena che in queste zone è una cosa seria: scordatevi le versioni industriali, qui il protagonista assoluto è il leggendario tocco, il sugo di carne genovese cotto per ore a fuoco lentissimo, capace di resuscitare anche i palati più pigri.
Giusto il tempo di digerire e, due settimane dopo, si cambia totalmente registro con la Sagra del Pesce. Nonostante la quota collinare, la sapienza nel trattare la materia prima marina non manca di certo, regalando un menù ad alta gradazione di golosità che spazia dai primi generosi ai grandi classici della frittura. Il tutto si svolge in un’atmosfera autentica da sagra di paese, dove le orchestre da ballo scandiscono il ritmo delle serate e il vino sincero aiuta a dimenticare le salite per arrivare fin qui. Un’esperienza verace, lontana dalle trappole per turisti del centro città.


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