C’è un momento preciso, alle porte dell’estate, in cui la periferia fiorentina decide di abbandonare ogni velleità dietetica per devozione. Succede a Gorinello, una frazione di San Piero a Ponti nel comune di Campi Bisenzio, dove il richiamo ancestrale della brace riesce a mettere d’accordo tutti. La scusa ufficiale sono le celebrazioni per i Santi Patroni Pietro e Paolo, ma la verità, quella che si respira nell’aria già a un chilometro di distanza, è che l’intero paese si mobilita per la Sagra della pecora e brace.
Questa manifestazione non è la classica cena sul prato, ma un rito collettivo orchestrato dai volontari del Circolo M.C.L. Il Gorinello. Chi frequenta queste zone sa che la cucina a base di pecora, in particolare il mitico sugo e la carne in umido o alla brace, è una faccenda seria, una tradizione radicata nella piana fiorentina che si tramanda con una precisione quasi scientifica. I volontari si chiudono in cucina non per gloria personale, ma per sostenere il proprio circolo, che per la comunità rappresenta un vero e proprio “luogo del cuore”.
L’atmosfera è quella autentica delle feste di una volta: grandi tavolate, il rumore dei piatti, il fumo della brace che sale verso il cielo e quell’accoglienza verace che non ha bisogno di fronzoli o impiattamenti gourmet. Si va lì per mangiare bene, per stare insieme e per riscoprire sapori forti, decisi, che non accettano compromessi. Il consiglio per i neofiti è sempre lo stesso: presentarsi con un appetito robusto e la consapevolezza che qui la tradizione si serve un tanto al chilo.


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