La Sagra della Mostarda e del Ficodindia a Militello in Val di Catania è la prova provata che l’autunno in Sicilia non è una stagione, ma uno stato d’animo che profuma di zucchero cotto e spine. Ci troviamo nel cuore di un borgo suggestivo che per due fine settimana consecutivi decide di mettere da parte la dieta e celebrare le sue vere divinità pagane.
Qui la faccenda è seria, mica storie: stiamo parlando di una sagra di qualità dove il ficodindia, quello pregiato che cresce sui terreni vulcanici, incontra la tradizionale mostarda siciliana, preparata nei grandi pentoloni come dio comanda. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni, roba verace con gli stand enogastronomici che invadono le vie, gli artigiani locali che mostrano orgogliosi le loro mercanzie e i gruppi folk che ti fanno ballare anche se hai le ginocchia fuori uso.
Le piazze del paese si trasformano in un percorso a ostacoli tra tavolate e fumi di cucina, sotto l’occhio vigile dell’Etna in lontananza. Non ci sono tetti, c’è solo il cielo stellato e quella sana caciara siciliana che unisce grandi e piccini. Si viene per mangiare, certo, ma anche per cacciare il posto a sedere sulle panche e discutere animatamente su quale contrada prepari la mostarda migliore. Tra una degustazione e uno spettacolo di musica dal vivo, c’è tutto il tempo per riscoprire la cultura contadina di un borgo che sa come accogliere i viandanti: con un bicchiere di vino in mano e le scarpe inevitabilmente impolverate a fine serata.
Se siete riusciti a sbucciare un ficodindia senza riempirvi le mani di spine o se avete assaggiato la mostarda ancora calda nei piattini, fateci sapere se ne è valsa la pena lasciando una valutazione della sagra con le stelline!

