Preparate i calici e dimenticatevi i sommelier in giacca e cravatta che vi spiegano il sentore di sottobosco con lo sguardo snob. Nei borghi di Scanzo e Rosciate, nel cuore della terra bergamasca, il vino è una cosa seria ma si beve senza troppe cerimonie. La Festa del Moscato di Scanzo torna a riprendersi le piazze e le storiche viuzze proprio durante la prima settimana di settembre, trasformando il paese in un enorme presidio del gusto dove il nettare d’oro locale scorre a fiumi.
Niente bicchieri di plastica o sorsi rubati alla fretta: qui le regole sono chiare. Si passa alle casse, si recupera la tracolla e il bicchiere ufficiale, e si parte per un pellegrinaggio enogastronomico che tocca ogni angolo del borgo. L’atmosfera è quella verace e festosa delle domeniche di fine estate: le piazze principali, come Piazza Unità d’Italia e la nuova area spettacoli in Piazza della Costituzione, si riempiono di grandi tavolate, profumo di griglia e il sano baccano della gente che ha solo voglia di stare insieme. Ad affiancare il celebre passito ci pensano i ristoratori e gli artigiani del gusto scanzesi, pronti a sfornare piatti caldi, prelibatezze locali e dolci tradizionali nelle varie casette e punti ristoro disseminati lungo il percorso.
La festa è un vero e proprio rito collettivo che non si esaurisce nel weekend principale, ma prosegue per tutto il mese con le aperture delle cantine del territorio, ideale per chi vuole scoprire dove nasce questo gioiello enologico. Si gira a piedi, si chiacchiera con i produttori e, tra un laboratorio e un concerto sotto le stelle, si riscopre il piacere della convivialità contadina.
Se avete avuto la fortuna di completare il percorso delle casette food senza perdere il bicchiere d’ordinanza, fateci sapere qual è stato il vostro abbinamento preferito lasciando una valutazione della sagra!


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