Ci sono tradizioni che non si limitano a riempire i piatti, ma che affondano le radici nella roccia calcarea del Sannio, esattamente dove il Taburno veglia silenzioso sulle valli circostanti.
Nel borgo di Campoli del Monte Taburno, la prima settimana di ottobre si accende la Sagra del Fagiolo del Taburno, giunta quest’anno alla sua trentunesima edizione di pura resistenza rurale.
Qui non si celebra un legume qualsiasi, bensì un vero e proprio monumento della biodiversità locale, coltivato con la pazienza contadina di chi sa che la terra non ammette scorciatoie né mode digitali.
Tra pentoloni fumanti, eccellenze a chilometro zero e un’atmosfera che profuma di castagne e legna arsa, la comunità si stringe attorno al suo orgoglio bianco e cremoso, sfidando qualsiasi velleità dietetica.
Se avete fatto la scarpetta con il leggendario fagiolo e ci tenete a questa sagra, votatela con le stelline!

