Se avete l’ardire di presentarvi in Puglia e confondere una lazzeruola con una giuggiola o, peccato mortale, chiedere se la sorba sia una nuova marca di caramelle balsamiche, meritate di essere condannati a un’eternità di pasti surgelati dell’autogrill. A Castellana Grotte la questione dei frutti dimenticati è una faccenda maledettamente seria, affrontata con un rigore scientifico e contadino che farebbe impallidire qualsiasi trattato di botanica.
Nella terza settimana di ottobre, le rinomate piazze e le vie del centro cittadino abbandonano per un attimo il mito delle sole caverne sotterranee per trasformarsi in un presidio di resistenza culinaria e biodiversità. La Festa d’Autunno e dei Frutti Antichi e Dimenticati si articola come un vero e proprio festival della memoria rurale, dove Sua Maestà il melograno condivide il trono con corbezzoli, carrube, nespole, marroni e noci. Un’occasione d’oro per riscoprire sapori autentici prima che la modernità li cancelli definitivamente dalle nostre tavole.
A partire dalle ore 19:00, le serate nel borgo si accendono con la maestosa presenza degli stand enogastronomici del circuito Slow Food. Qui il profumo acre delle castagne e della carne alla brace si mescola con l’aroma avvolgente del tartufo, dei funghi e dei vini locali. Tra una degustazione d’epoca e un boccale di birra artigianale, ci si ritrova immersi nella tipica atmosfera di paese, con musica popolare itinerante e pittura estemporanea, affrontando la fila alla cassa con la solita goliardica e sana furbizia contadina.
Se avete avuto la caparbietà di assaggiare ogni singolo frutto dimenticato senza farvi cogliere da un’allucinazione mistica, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

