Che sia da esempio: questo è quello che succede in salento se si ha voglia di far cazzate. non dite che non vi avevamo avvertito, niente stupidaggini.
In terra Pugliese ne hanno sempre perso parecchio di tempo a far cazzate e per questo tramandano una tradizione millenaria. Se vi offrono un’oliva e vi chiedono com’è, non la prendete per una vera cazzata se non è fatta come la ricetta locale comanda, l’errore madornale è sempre in agguato:
come fare la vera cazzata salentina (ricetta)
Funziona così: prendono le vulie, quelle enormi e verdi, in ottobre. Non le tirano, vanno raccolte dall’olivo con delicatezza. Durante la raccolta i ragazzetti fanno a gara ad arrampicarsi sui secolari a chi trova le più verdi e grandi: vulie pazzesche per dimensioni, quelle che diventeranno le cazzate più grosse della loro vita.
Per farlo, le donne che se ne intendono di cazzate, le schiacciano con un martello di legno dosando la forza e stando attenti a non commettere il grave errore di rompere il nocciolo: altrimenti rischiano di fare la cazzata coi frammenti, che da fastidio quando si mangia.
Ora le cazzate a parte: vengono riposte in un recipiente d’acqua fredda. Le tengono a riposare per 7 giorni in modo da fargliela passare, l’essenza amarognola tipica; poi scolano asciugano e mettono in un boccaccio di vetro combinando le cazzate con olio d’oliva, sale, aglio a pezzi e peperoncino. Poi la chiudono qua, co tutte ste cazzate dentro al barattolo in modo ermetico e le fanno riposare sulla mensola: Cazzate fatte. Stando attenti a non far cadere il boccaccio, quello sarebbe davvero una grande imperdonabile mancanza.
In Salento ne fanno davvero grandi e troppe di vulie cazzate. E siccome le cazzate fatte bene non si nascondono nelle dispense, per questo hanno inventato la sagra: proprio per smaltirle generosamente con la collettività nazionale, ricevendone talvolta premi e complimenti per esse.
Per questo a Martano l’hanno fatta grande e bella: la festa rappresenta un unicum per tipicità, celebrando l’arte antica delle verdi e belle volie cazzate, preparate secondo la sapienza contadina locale. Non è una sagra acchiappa-turisti: si mangia all’aperto, circondati dal calore della gente e da un’offerta di tanti prodotti tipici al costo di due cazzate, una festa che affonda le radici nella tradizione del territorio.
Ma non pensate che la festa si riduca tutto a quattro cazzate: la manifestazione abbina ai sapori salentini anche contaminazioni con la tradizione gastronomica villimpentese, offrendo serate di divertimento condite da una salamoia aromatica di musica popolare, balli e sbornie. La festa de la Sagra de la Volia Cazzata, non è un errore di cui vi pentirete, non fate il grave sbaglio di mancarla.
Se avete fatto anche voi un sacco di cazzate (ma ricordate, vanno nel barattolo non nei sacchetti), o se avete girato per i vicoli di Martano con le vulie cazzate sempre in bocca, fateci sapere come è andata. La gente del posto gradisce i complimenti per le cazzate, ma non le sparate grosse e lasciate una valutazione seria alla sagra!
Come sempre raccomandiamo, se vi mbriacate alla festa non fate lo sbaglio madornale di mettervi alla guida.


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