Se credete che il tartufo sia soltanto una snobberia da grattugiare con il bilancino su patti stellati, non avete mai messo piede a Bagnoli Irpino, Avellino. In questo angolo selvaggio dell’Irpinia, all’ombra dei Monti Picentini e a due passi dal Lago Laceno, il tubero non è un vezzo per palati raffinati ma una vera e propria devozione popolare. Qui il re della tavola è Il Nero di Bagnoli, ovvero il leggendario Tuber mesentericum, dal profumo intenso e pungente che farebbe risvegliare anche un morto.
Durante la quarta e quinta settimana di ottobre, il centro storico si trasforma nella Mostra Mercato del Tartufo Nero di Bagnoli Irpino – Sagra della Castagna, del Tartufo e dei prodotti tipici del Laceno. Due interi fine settimana dedicati all’apoteosi del gusto, dove l’aria frizzante d’autunno si riempie dell’aroma inconfondibile delle caldarroste e del tartufo cavato dai mastri tartufai con i loro fedeli segugi. C’è da perdersi tra decine di stand pronti a servire prelibatezze a pranzo e a cena.
Salendo verso la piazza principale e arrampicandosi tra i vicoli in pietra, vi ritroverete ad addentare ravioli ripieni e caciocavallo impiccato fonderia di pura felicità colato su fette di pane casereccio, rigorosamente impreziosito da una generosa grattugiata di tartufo nero. Non mancheranno le castagne cotte sulle grandi brace e i prodotti dell’allevamento locale. È il trionfo della convivialità irpina, dove si mangia spalla a spalla e il vino rosso fluisce a fiumi per scaldare gli animi.
Tra una forchettata e un bicchiere di Aglianico, ricordatevi che per conquistare un tavolo vi tocca cacciare il posto con il piglio del vero cacciatore. E come da tradizione di ogni vera festa di montagna, dalla sagra si torna a casa solo con il portafoglio leggero, la pancia piena e le scarpe felicemente impolverate.
Se avete gustato il mitico caciocavallo impiccato al tartufo o se vi siete scaldate le mani con un cartoccio di caldarroste, raccontateci com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

