Se pensate che per mangiare del buon pesce fresco sia obbligatorio spingersi fino alle spiagge sovraffollate della riviera ligure, vi state clamorosamente sbagliando. Nell’entroterra piemontese, arrampicata sulle colline dell’Alto Monferrato, c’è una comunità che per un fine settimana decide di trasformarsi in un porto di mare a cielo aperto. La Sagra del pesce prende vita a Cremolino, un borgo storicamente dominato dal suo imponente castello medievale del quattordicesimo secolo e circondato da vigneti che regalano storicamente grandi vini rossi. L’evento si consuma tradizionalmente durante la quarta settimana di luglio presso le strutture del Campo Sportivo, offrendo un’alternativa decisamente verace e spartana alla calura estiva della pianura.
La cucina non si perde in rivisitazioni azzardate o presentazioni gourmet da impiattamento millimetrico. Qui si punta sulla sostanza e sui grandi classici della tradizione marinara che storicamente viaggiava lungo le antiche “vie del sale”, i percorsi commerciali che collegavano il mar Ligure con l’entroterra piemontese, portando pesci e acciughe fin dentro le vallate dell’alessandrino.
Presso gli stand si alternano primi piatti ricchi e secondi che sanno di mare aperto, dalle tagliatelle alle vongole all’immancabile frittura di pesce. Il lunedì poi, la manifestazione subisce una mutazione gastronomica ancora più radicale, concentrando l’offerta su una vera e propria maratona culinaria dedicata alle acciughe e a specialità insolite per una festa di mare. Ad accompagnare il tutto ci pensano le serate danzanti con ingresso gratuito, dove tra un bicchiere di vino locale e un giro di valzer, la collina monferrina dimostra di saperci fare con il pesce tanto quanto con l’uva.


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