Chi ha detto che per trovare la vera toscanità bisogna per forza infilarsi in una fiaschetteria del centro storico fiorentino? C’è una frazione costiera che, a metà estate, decide di mollare per un attimo gli ombrelloni e richiamare gli appassionati delle vecchie tradizioni contadine all’ombra della macchia mediterranea. A Donoratico, nel comune di Castagneto Carducci, la caccia alle prelibatezze più veraci si sposta temporaneamente nei piatti con la Sagra della Chiocciola e delle Specialità Toscane. La festa occupa la metà del mese di luglio e si insedia nel fresco naturale del Parco delle Sughere, trasformandolo in una gigantesca cucina all’aperto dove l’unica regola è non avere fretta, esattamente come l’animale simbolo della manifestazione.
L’evento è promosso dai cacciatori locali di Federcaccia Toscana e dell’Unione Cacciatori Toscani, che per cinque giorni svestono i panni da doppietta per indossare quelli ben più pacifici da chef e osti, organizzando una vera e propria raccolta fondi per la ricerca e il sociale locale. L’atmosfera che si respira è quella goliardica e ruspante delle sagre di una volta, dove i tavoli di legno fanno da sfondo a discussioni accese sulla cottura del sugo e sui segreti della cucina locale. Tra una porzione di terra e una di mare, la piazza si anima con i mercatini dell’artigianato e le immancabili tombole continue, mentre la pista da ballo si riempie di coppie pronte a sfidarsi a colpi di liscio. È il ritratto di una comunità che si ritrova per riaffermare il proprio legame con i sapori forti del territorio, quelli che non hanno bisogno di impiattamenti geometrici per farsi valere.
Siccome i dettagli sulle varianti di cottura e i quantitativi di spezie usati per la zuppa rimangono un segreto militare dei cucinieri della zona, se riuscite a fare un salto al parco e a testare la consistenza del cinghiale, lasciateci un commento con la vostra valutazione della sagra!


Valuta e segnala