Nel cuore del Cilento, arroccato su uno sperone di roccia che domina le spettacolari Gole del Calore, c’è un borgo che per undici giorni all’anno diventa la capitale indiscussa della pasta trafilata a mano, quella vera. A Felitto non si scherza mica quando si parla di cucina: la Sagra del Fusillo Felittese è una specie di rito sacro collettivo che mobilita l’intero paese durante le centrali settimane di agosto, richiamando buongustai da ogni angolo della Campania e oltre. Dimenticatevi quei fusilli industriali a spirale corti e tristi che comprate al supermercato; qui parliamo di un’opera d’arte culinaria millenaria, un maccherone forato lungo e sottilissimo, plasmato dalle mani sapienti delle donne del posto con un sottile ferro d’acciaio.
La leggenda e la storia locale raccontano che la ricetta e la tecnica di questo presidio tradizionale risalgano addirittura al XVI secolo, quando le massaie felittesi difendevano il segreto del perfetto impasto fatto di semola di grano duro, uova fresche d’allevamento e un pizzico di olio d’oliva. La manifestazione, orchestrata con precisione dalla locale Associazione Pro Loco Felitto, trasforma il centro storico in un grande ristorante a cielo aperto dove l’ospitalità cilentana si esprime al massimo livello, offrendo la possibilità di pranzare o cenare all’ombra delle vecchie mura. Il protagonista assoluto viene servito nella classica terracotta, affogato in un ricco ragù della tradizione e spolverato di formaggio locale, capace di far vacillare anche le diete più ferree.
Se avete avuto il privilegio di assaggiare questo capolavoro e volete dirci se è davvero così unico come dicono, lasciateci un commento con la vostra valutazione della sagra!


Valuta e segnala