Chi lo avrebbe mai detto che per assaggiare una paella degna di nota bisognasse spingersi fino alle campagne dell’entroterra veneziano, schivando fossi e zanzare. La “Festa della Paella 2026 … e NON solo !!” si prende la scena a Conetta di Cona, un minuscolo avamposto della provincia veneziana che per un attimo dimentica le rassicuranti valli da pesca e decide di sognare in grande, guardando dritto alle coste valenciane.
La manifestazione, che si spalma pigramente sulle ultime due settimane di luglio, trasforma la frazione in una sorta di enclave iberica, ma con la tipica accoglienza rurale nostrana. Lo stand gastronomico della Pro Loco di Cona fraz Conetta è il vero cuore pulsante dell’evento, dove enormi padelle sfrigolano senza sosta. C’è però un dettaglio che ha fatto sollevare più di qualche sopracciglio tra i frequentatori abituali di sagre: la scelta di far pagare un euro di coperto.
Una decisione quasi rivoluzionaria per una festa di paese, giustificata dall’organizzazione con una promessa di trasparenza e un tocco di insospettabile classe. Niente piatti di plastica flaccidi che si piegano sotto il peso del cibo o tovaglioli di carta velina che si disintegrano al primo utilizzo. Qui vi siederete davanti a tovaglie e tovaglioli di vera stoffa, stringerete tra le mani posate d’acciaio e mangerete in piatti di ceramica. Inoltre, sarete coccolati da un cameriere personale dedicato che vi seguirà dall’inizio alla fine, portandovi le portate nei giusti tempi. Insomma, un briciolo di dignità da ristorante applicato alla veracità di un piazzale di provincia.
Oltre ai giganti di riso e zafferano, le serate scorrono via tra orchestre tradizionali, sfilate rumorose di carri allegorici e improbabili serate caraibiche che tentano di far muovere a tempo anche i più timidi. Se siete curiosi di verificare se quel famoso euro di coperto sia effettivamente ben speso o se volete dire la vostra sulla cottura del riso, lasciateci un commento nelle recensioni e votate la sagra con le stelline!


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