Se siete in cerca di qualcosa che non sia la solita sagra fotocopia, magari con un nome che già di per sé promette bene, la Sagra del Lunghino di Poggio Murella potrebbe essere la vostra salvezza. Siamo dalle parti di Manciano, in quella terra di mezzo tra le colline maremmane dove la tradizione non è solo una parola spesa male sui depliant turistici, ma una faccenda seria che si gestisce rigorosamente in cucina. L’evento occupa, come da copione, la terza settimana di luglio, periodo in cui il caldo si fa sentire e l’unica cosa che ti salva è sederti sotto le fronde a mangiare pasta fatta a mano.
Il Lunghino non è un vezzo moderno, ma il piatto forte della tradizione poggiaiola. Non aspettatevi ricette stravolgenti: qui si punta sulla pasta fresca tirata a mano, quella che ti fa capire subito la differenza tra un pasto vero e una roba surgelata. La Sagra del Lunghino è una di quelle manifestazioni dove la Pro Loco Poggio Murella ha messo insieme una macchina organizzativa che fila dritta, senza fronzoli inutili. Il parco di Poggio Murella diventa, per tre giorni, il centro gravitazionale per chiunque abbia voglia di un pasto sostanzioso e di un bicchiere di vino che sappia di terra vera.
Non c’è spazio per le pretese estetiche da social network: si viene qui per mangiare, per sentire un po’ di musica dal vivo e per guardare la gente che cerca di non bagnarsi troppo durante l’immancabile serata col DJ. È la sagra rurale nel senso più stretto del termine: solida, schietta e, a quanto pare, abbastanza tenace da essere arrivata fino a qui senza cedere ai compromessi dei menù turistici da aeroporto. Se avete avuto la pazienza di finire la porzione di pasta e volete dire la vostra sulla consistenza del sugo o sulla scelta musicale, non fate i timidi: lasciate una valutazione della sagra o una segnalazione!


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