Nel borgo di Blera (VT), arroccato su uno sperone di tufo che domina il paesaggio della Tuscia viterbese, va in scena un singolare esperimento gastronomico: la Sagra della Coda alla Vaccinara e del Porceddu Sardo. Dimenticate le sagre dove si mangia sempre la stessa solfa, qui si tenta un gemellaggio del gusto che mette sullo stesso piano la tradizione capitolina e quella sarda.
L’evento trasforma Piazza Papa Giovanni XXIII in una tavolata a cielo aperto, solitamente durante l’ultima settimana di luglio. La filosofia di fondo è chiara: la carne va trattata con lentezza. Da una parte la Coda alla Vaccinara, orgoglio del quinto quarto romano, stufata a lungo con un soffritto dove il cacao amaro fa da insospettabile protagonista; dall’altra il Porceddu, il maialetto da latte sardo cotto sugli spiedi fino a raggiungere quella croccantezza della cotenna che fa perdonare qualsiasi peccato.
È una festa che non cerca eleganza, ma sostanza. Tra mercatini artigianali e l’immancabile musica popolare sotto le stelle della Tuscia, l’atmosfera è quella di una cena tra amici che però ha preso la mano. Se avete avuto la sfortuna o la fortuna di sedervi a questi tavoli e volete raccontarci se l’abbinamento tra sugo romano e maialetto sardo regge davvero, lasciateci una valutazione della Sagra della Coda alla Vaccinara e del Porceddu Sardo!


Valuta e segnala