Mentre i teorici del minimalismo gastronomico continuano a impiattare cubetti millimetrici di tofu su specchi di aceto balsamico, la Tuscia risponde accendendo braci monumentali che farebbero invidia a Vulcano in persona. Durante la seconda e la terza settimana di luglio, il richiamo ancestrale della ciccia a chilometro zero raduna le buone forchette nel Piazzale della Chiesa a Monterazzano, Viterbo, epicentro prescelto per la Sagra della Bistecca.
L’evento si insedia orgogliosamente nelle campagne dell’alto Lazio grazie allo sforzo congiunto dell’Associazione Amici di Monterazzano e della storica cooperativa Zootecnica Viterbese, un’istituzione attiva fin dal 1974 che garantisce la tracciabilità e la qualità della carne portata in tavola. Non si parla della solita fettina triste da supermercato: qui la protagonista indiscussa è la bistecca definita spavaldamente “Centimetri Zero”, che finisce sulla griglia insieme a un campionario completo delle tradizioni della Tuscia, dalle frattaglie ai tagli meno nobili ma infinitamente saporiti.
Il programma non offre solo fumi di brace e calici colmi di vino, ma mette in piedi un vero e proprio palcoscenico per le serate estive della provincia. Il cartellone musicale spazia senza vergogna dal rock folk delle band locali ai ritmi revival dedicati ai nostalgici delle discoteche degli anni Ottanta e Novanta, intervallati da espositori, giochi e dimostrazioni. C’è spazio perfino per il feticismo da merchandising, con una maglietta commemorativa ufficiale in edizione limitata che gli organizzatori, con un pizzico di ironia machista, dichiarano acquistabile esclusivamente dai veri carnivori.
La gestione delle singole serate promette di mettere a dura prova i bottoni dei pantaloni di tutta la provincia. Se andate a testare lo spessore delle loro bistecche o se riuscite ad accaparrarvi la maglietta celebrativa, fateci sapere come è andata lasciando una valutazione della sagra!


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