La Sagra Votiva dell’Immacolata a San Gregorio, Verona (frazione del comune di Veronella, per essere precisi con il navigatore) è una di quelle feste monumentali che portano l’estate in anticipo nella provincia veneta. Niente finzioni digitali o atmosfere da centro commerciale: ci troviamo nel cuore del paese, dove la festa si prende lo spazio pubblico nella prima settimana di agosto, radunando viandanti e golosi pronti a sacrificare la linea sull’altare della cucina casalinga.
Qui la faccenda è seria e ha radici lunghissime, una di quelle tradizioni che si ripetono stagione dopo stagione. Il pavimento è rigorosamente l’asfalto della piazza e per ballare c’è la mitica pista d’acciaio, roba verace che fa risuonare gli zoccoli e i tacchi a ritmo di tastieracce e grandi orchestre spettacolo. L’atmosfera è quella goliardica e ruspante di una volta: si entra a ingresso libero, si fa la fila alla cassa (cercando di fare i furbi con il vicino) e si caccia il posto a sedere sulle panche con lo stesso agonismo dei cacciatori che hanno preso il cinghiale.
Oltre al cibo, c’è spazio per la cultura e la solidarietà, a dimostrazione che le sagre hanno un cuore grande. Accanto alla tradizionale pesca di beneficenza viene allestita una mostra di pittura con i quadri di Giulia Granetto, dove sono in vendita cartoline solidali il cui ricavato va a sostenere l’associazione di volontariato Il Paese di Alice. Tra un’occhiata alle auto e moto d’epoca in raduno, una mostra fotografica e i giri vorticosi al super luna park, le serate scorrono via veloci, finendo immancabilmente con le scarpe impolverate e la pancia piena.
Se siete riusciti a conquistare un tavolo e avete testato la consistenza dei piatti dello stand gastronomico, fateci sapere se il vino rosso della casa era all’altezza lasciando una valutazione della sagra con le stelline!

