Se sentite la polvere delle scarpe sollevarsi a ritmo di liscio e una grancassa di provincia che vi vibra nello stomaco, mettete da parte ogni velleità di dieta. Nel cuore della pianura veronese va in scena la Sagra di San Bartolomeo, una celebrazione di pura convivialità e orgoglio rurale che si consuma tradizionalmente nella seconda metà di agosto a Villa Bartolomea.
Qui le cose si fanno in grande, senza i patetici minimalismi dei bistrot cittadini: il pavimento è il cemento della piazza, il tetto è il cielo stellato del Veneto e la colonna sonora è rigorosamente affidata a complessi con sintetizzatore, tastiere e fiati che fanno vibrare le lamiere degli stand. Le brigate del Gruppo Feste Villa Bartolomea accendono i motori delle cucine per proporre i veri capolavori della tradizione locale. La star indiscussa delle prime serate è il fritto misto di mare affiancato dai mitici barbi fritti — i pesciolini d’acqua dolce che da queste parti sono una vera e propria religione — mentre per il resto della settimana la carne alla brace e i piatti tipici veronesi regnano sovrani.
Niente gazebo fighetti: qui ci si contende il posto sulle panche con la stessa foga dei cacciatori, si punta tutto sulla ricchissima pesca di beneficenza per rimediare qualche bizzarro trofeo e si aspetta la mezzanotte con il fiato sospeso per le leggendarie tombole giganti. Una vera e propria festa patronale verace, certificata anche dalla presenza di un luna park per i bocia e di una pista da ballo in acciaio di ben 250 metri quadrati dove consumare le suole delle scarpe.
Se siete riusciti a conquistare una panca senza fare a spallate alla cassa, o se i barbi fritti vi hanno riconciliato con il mondo, lasciateci una valutazione con le stelline nelle nostre recensioni!


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