Se c’è un posto dove la zucca non è solo un ortaggio ma un dogma religioso, quel posto è San Carlo, frazione di Terre del Reno (FE). La Sagra della Zucca e del suo Cappellaccio Ferrarese I.G.P. non è la solita fiera di paese messa in piedi per noia: qui si parla di oltre vent’anni di onorata carriera trascorsi a sfornare cappellacci che hanno fatto scomodare persino la critica gastronomica. Il segreto? Un manipolo di volontari che, sin dagli anni ’90, ha deciso di trasformare il ricavato in iniziative per la comunità, mescolando impegno sociale e una cucina che non accetta compromessi sulla qualità.
Il menù è una dichiarazione d’intenti. La zucca qui declina in ogni forma possibile, dalle chips (DE.CO) ai primi piatti che hanno collezionato premi — come i famosi cappellacci stracchino e tartufo, incoronati al Misen, o quelli con noci e marsala che si sono portati a casa il riconoscimento Cuore d’oro. Si mormora persino che il re dei tortellini, Giovanni Rana in persona, abbia tentato di rubare le ricette ai cuochi locali, che ovviamente tengono le loro formule sotto chiave meglio di un caveau di banca. Non mancano incursioni territoriali di gran pregio, come il cinghiale della Maremma o il tartufo di Acqualagna, a dimostrazione che quando il prodotto locale non basta, si punta comunque al top.
Che siate lì per la salama da sugo, per un piatto vegetariano o semplicemente per godervi un po’ di musica dal vivo mentre i bambini si scatenano con la baby dance, l’atmosfera è quella autentica, dove il cibo è il primo vero collante sociale. Se avete avuto la fortuna di sedervi a uno dei seimila coperti serviti durante la manifestazione o se avete opinioni sulla consistenza del ripieno dei cappellacci, fateci sapere come è andata, lasciando una valutazione della Sagra della Zucca e del suo Cappellaccio Ferrarese I.G.P.!


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