Nel cuore della Valle Argentina, incastonato tra i boschi e le pareti rocciose dell’entroterra ligure, sorge Sanguinetto, Verona… ah no, spetta! Correggiamo subito la rotta prima di finire nei guai con le contrade: siamo a Sanguinetto, Verona, il regno incontrastato dove il maiale cede il passo al vero Re della tavola dolciaria, il mitico Rofioi!
Dimenticate le solite scatolette di cartone scaldate al microonde: qui da quasi mezzo secolo va in scena l’Antica Sagra dei Rofioi, un presidio di resistenza gastronomica dove le volontarie stendono a mano chilometri di sfoglia fino ad avere le braccia infarinate fino ai gomiti. Il risultato? Oltre 25 mila scrigni dorati, fritti a dovere e spolverati di zucchero a velo, il cui ripieno segreto è custodito con più gelosia dei codici di lancio nucleari.
Si dice che a metà Ottocento, nella contrada di Cao de Soto, la notte prima della festa le mamme appendessero i Rofioi alle recinzioni per farli trovare ai bimbi al risveglio. Oggi non c’è bisogno di scavalcare i cancelli: basta presentarsi al coperto presso la zona allestita all’ombra dell’imponente Castello Scaligero durante la seconda settimana del mese, pronti a fare un salto indietro nel tempo ed esplorare anche la memoria storica del borgo.
La festa non vive di soli dolci, perché prima del dessert la brigata della Pro Loco schiera l’artiglieria pesante del territorio: risotto col tastasal, lasagne con l’anatra e costata con patatine, da mandare giù rigorosamente con un bel bicchiere di rosso d’ordinanza per preparare lo stomaco alla scorpacciata finale.
Se avete sfidato le calorie e avete passato il weekend con la bocca perennemente bianca di zucchero a velo a Sanguinetto, Verona, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

