Chi pensa che in Sicilia la pecora serva solo a produrre il latte per la ricotta dei cannoli non ha mai messo piede a Marsala, precisamente in Contrada Ciavolo. In questo angolo di terra dove la tramontana soffia forte e la terra sa di mosto e tufo, l’arte della pastorizia è una faccenda maledettamente seria.
La Festa del Pastore – Sagra dei Sapori Caseari e Tradizione, che va in scena nella quarta settimana di settembre, è il momento esatto in cui i casari abbandonano il bastone da pascolo per impugnare mestoli e coltelli. Qui il protagonista non è un piatto d’alta cucina da fotografare col cellulare, ma il maialetto di pecora e il formaggio appena formato che vi ridaranno un senso alla vita.
Non aspettatevi impiattamenti gourmet o calici di cristallo: a Contrada Ciavolo la pastorizia si celebra con la sostanza dei sapori veraci, tra una caciotta stagionata e la mitica ricotta calda fatta al momento. In pieno stile contadino si fa festa sia a pranzo che a cena, in una convivenza spietata tra sacro e profano dove persino la banda paesana e la musica folkloristica trovano il modo di andare a tempo.
Perché in fondo la transumanza è una cosa seria, ma quando si tratta di mettersi a tavola con un bel pezzo di Primo Sale Bianco e un bicchiere di rosso locale, ogni pecoraio diventa il miglior filosofo del territorio. Ci si trova tutti insieme vicino alla parrocchia, tra canti tradizionali e risate, a dimostrare che la vera tradizione siciliana non ha bisogno di artifici per conquistare gli stomaci.
Se avete avuto l’ardire di assaggiare la pecora in umido o la ricotta fresca e vi siete sentiti pastori per un giorno, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

