Se l’idea che avete di un festival estivo è il solito binomio arrosticini-orchestra di liscio, preparatevi a cambiare radicalmente coordinate. Nel cuore della Campania, precisamente al Parco Eco-Archeologico di Pontecagnano in provincia di Salerno, si consuma un’esperienza decisamente diversa con il Terre Madri Festival. La manifestazione si radica nella seconda settimana di luglio, trasformando un’area densa di storia antica in un crocevia pulsante di contaminazioni culturali, ritmi ancestrali e riflessioni sociali che connettono l’Irpinia e il Salernitano direttamente con l’Africa Occidentale.
Niente tendoni unti o sagre della salsiccia: qui il focus è un manifesto a cielo aperto dove la terra si fa cultura e la musica si fa politica, nel senso più nobile e comunitario del termine. Il Terre Madri Festival si sviluppa tra laboratori di tammurriata in stile agro nocerino-sarnese, canti campani, danze afro-contemporanee e tavole rotonde che mettono a confronto realtà locali e internazionali impegnate nel commercio equo e nella sostenibilità. Il tutto racchiuso nella splendida cornice del parco eco-archeologico, un’oasi che unisce la tutela dei beni archeologici e ambientali agli orti urbani, dimostrando come il passato possa dialogare attivamente con il presente.
Anche lo stomaco vuole la sua parte, certo, ma qui si cena in condivisione, tra un dibattito, la proiezione di un documentario indipendente e un concerto folk. Tra gli stand spiccano le botteghe solidali come EquAzione, Trame Africane, Il Bosco Alchemico, Feronie Sylvestris e Api & Natura, a testimonianza di un ecosistema che rifiuta il consumismo mordi-e-fuggi per riscoprire la lentezza e l’artigianato vero.
Se avete avuto modo di partecipare a questa immersione tra archeologia e percussioni, o se volete raccontarci la vostra su come sia andato il laboratorio di tammurriata nera, lasciateci un commento e votate l’evento con le stelline!


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