E dei Prodotti del Sottobosco
Nel cuore incontaminato dei Monti Picentini, adagiato in una conca boscosa a oltre settecento metri d’altezza, sorge il fiero borgo di Acerno (SA). Quando l’autunno colora i secolari castagneti della zona, il paese risponde alla chiamata della terra e spalanca le porte a uno dei suoi riti più sacri e longevi. La Sagra della Castagna e dei Prodotti del Sottobosco celebra quasi mezzo secolo di avventure gastronomiche, trasformando il centro abitato in una fucina di sapori veraci e caldarroste fumanti. C’è poco da fare i raffinati: qui la montagna domina, il fumo dei falò si mescola all’aria frizzante e il profumo del legno d’insieme avvolge chiunque decida di sfidare le salite della provincia salernitana.
Dalla mattina alla sera, gli stand enogastronomici allestiti tra i vicoli del borgo prendono vita per accogliere fiumane di golosi a pranzo e a cena. Il re incontrastato è naturalmente il frutto del castagno acernese, ma il sottobosco circostante riserva sorprese da capogiro tra tartufi neri, funghi porcini, nocciole e prelibati frutti di bosco come fragoline e lamponi. Tra le piazze si avverte la pura atmosfera da festa paesana d’altri tempi, con la musica folkloristica che rimbomba tra le mura in pietra e il vino locale che scorre a fiumi per scaldare gli animi.
Non manca l’intrattenimento più schietto: dalle esibizioni di balli popolari che attraversano il paese ai giochi tradizionali, fino all’avvincente simulazione della ricerca del tartufo. Tra una camminata in salita e un sacchetto di caldarroste bollenti, Acerno dimostra ancora una volta cosa significa ospitalità contadina senza fronzoli moderni. Se vi siete scottati le dita con le caldarroste o avete brindato al falò fino a tarda notte, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

