Camerata Nuova è un borgo nelle campagne al confine tra Lazio e Abruzzo, sottostante al borgo antico e completamente abbandonato di Camerata Vecchia. Arroccato su uno sperone di roccia, è l’ultimo abitato prima del pratone roccioso di Camposecco: 5 chilometri di altopiano, oggi parte del parco dei Monti Simbruni, con una corona di rocce che sembrano uno scenografia. Negli anni 60 divenne una propaggine degli studi in esterni di Cinecittà, meno costosa dello Utah e meno costosa anche dell’Almeria. Qui sono stati girati decine di spaghetti western tra cui il mitico “Lo chiamavano Trinità”.
Quando (NDR) anni fa andai in pellegrinaggio in quella valle dei mormoni, il bar del paese conservava ancora la foto autografa di Remo Capitani aka Mescal: all’epoca fu un traguardo, ancor prima di aver campeggiato sotto alle rocce della vedetta “Emiliano dice tutto senjor”
Nel cuore della seconda settimana di agosto, proprio qui tra i Monti Simbruini, il paese si trasforma di fatto in un set cinematografico a cielo aperto per l’immancabile appuntamento con i Trinità Days. Dimenticate le ricostruzioni patinate da parco giochi a tema: qui si respira polvere vera, goliardia rurale e l’odore inconfondibile di fagioli cotti a fuoco lento. Figuranti sporchi di fango, stuntman pronti a volare giù dai balconi di legno e sosia degli intramontabili Bud Spencer e Terence Hill animano le vie del borgo, tra una scazzottata coreografica e un ballo country vecchio stile.
La cucina, gestita con ammirevole devozione dai volontari della Pro Loco Camerata Nuova, si divide coraggiosamente tra le ricette veraci dell’eccellenza enogastronomica locale e i richiami speziati del mondo tex-mex. Si mangia in piazza, gomito a gomito con fuorilegge millantatori e sceriffi della domenica, annaffiando il tutto con fiumi di birra e vino locale. È l’occasione perfetta per calarsi nei panni del pistolero pigro e godersi un’atmosfera d’altri tempi che profuma di polvere da sparo e sogni d’infanzia.
Fateci sapere se Mescal è venuto a darvi qualche sberla mentre mangiavate ai tavoli di legno, d’altronde a voi non aveva mai picchiato prima. E non dimenticate che i fagioli erano e sono uno schifo.


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