In Romagna il Sangiovese non è un semplice dettaglio da pasto, ma una dichiarazione d’intenti liquida che a San Clemente si coltiva con ammirevole ostinazione. Arrivata alla cinquantaseiesima edizione, la Sagra del Vino dimostra come la transizione ecologica qui si applichi preferibilmente convertendo l’acqua in rosso d’annata. Il piatto forte non si mangia, ma si decreta: una disfida tra etichette locali che compie mezzo secolo di storiche rivalità tra vignaioli e sguardi di sottecchi tra vicini di casa. Intorno ai calici si muove il collaudato ecosistema d’ordinanza, dove le carrozzerie lucide delle vecchie Fiat 500 competono in fascino solo con le piadine dello stand gastronomico e la resistenza aerobica dei ballerini da balera.
Programma e Attività
Il fine settimana più brioso della provincia riminese si articola su tre giornate dal sapore decisamente ruspante:
Il Tribunale del Calice (Venerdì): la kermesse si apre alle 20:45 alla Sala Polivalente di Sant’Andrea di Casale. Niente commissioni d’esame formali, ma la sobria severità della Gara del Sangiovese, con degustazione pubblica e assegnazione del 26° Trofeo Attilio Arlotti per incoronare il re della cantina.
L’Accensione dei Fornelli (Sabato): dalle 19:00 il baricentro della festa si sposta in centro. Aprono i battenti gli stand gastronomici e le bancarelle dell’artigianato, mentre la colonna sonora oscilla tra il rigore della scuola di musica Hengel Gualdi e i decibel della Birri Medi Band.
Motori e Giri di Valzer (Domenica): il gran finale occupa l’intera giornata a partire dal primo pomeriggio. Per i cultori della nostalgia meccanica c’è l’esposizione di veicoli d’epoca del Fiat 500 Club e delle Auto Moto Storiche Rimini; per chi invece deve smaltire i carboidrati della festa, la pista si scalda con l’orchestra Luca Bergamini e le coreografie della Rimini Dance Company.


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