Quando la porchetta chiama, la Sabina risponde con le mani ancora un po’ unte e il calice alzato. A Selci, Rieti il maiale rosolato a dovere non è una semplice portata, ma una vera e propria religione di paese che anima le serate durante la seconda settimana di agosto. Per tre giorni il borgo collinare – la cui origine del nome sembra rimandare proprio alla viva selce della pietra locale o alle antiche vie romane “selciate” che attraversavano la zona – manda in scena la storica Sagra della Porchetta di Selci, giunta a un traguardo di longevità che farebbe impallidire parecchi ristoranti blasonati.
Niente fronzoli da guida Michelin: la Pro Loco locale e il paese intero mettono in campo la regina della tavolata sabina, proponendola sia in veste tradizionale che in accoppiate più raffinate. Si parte col botto del venerdì per una serata di gala guidata da un sommelier AIS in cui la porchetta con l’osso s’incrocia con bollicine e Champagne (roba da far girare la testa), per poi tornare all’essenza più verace nel fine settimana con la porchetta di Selci gustata in piazza, sotto le stelle e tra il fumo della brace.
Non mancano le classiche usanze da paese che scaldano il cuore: dalla fiera merci per le vie del borgo alla mitica sfida calcistica tra Scapoli e Ammogliati al campo sportivo, il tutto scortato da musica dal vivo e dall’immancabile goliardia di chi va a caccia di un posto a sedere lungo le panche. Tra una birra fresca, la crosta che scrocchia sotto i denti e le scarpe impolverate, la festa regala il meglio dell’estate laziale.
Se avete affrontato la coda alle casse per la porchetta con l’osso o volete farci sapere com’è andato l’abbinamento con le bollicine, lasciateci un commento con la vostra valutazione e le stelline!

