Nel cuore delle campagne della piana ipparina, dove la terra rossa e l’arsura estiva lasciano il passo ai primi profumi dell’autunno siciliano, c’è una frazione rurale che trasforma la raccolta dell’uva in un rito collettivo di pura festa[cite: 1]. A Pedalino, Comiso si rinnova l’appuntamento con la Sagra della Vendemmia, quattro giornate nate per celebrare il lavoro dei campi, la convivialità dell’aia e l’identità contadina di questo angolo di provincia ragusana[cite: 1].
Qui l’uva non è un semplice prodotto agricolo, ma il filo conduttore di un’intera comunità[cite: 1]. I volontari e gli abitanti ripropongono davanti agli occhi dei visitatori tutti i passaggi di una volta: dalla raccolta dei grappoli tra i filari fino alla pigiatura tradizionale eseguita nella classica rata o cuonzu, il torchio di legno che fa sgorgare il mosto denso e profumato[cite: 1]. Un momento che profuma di storia vera e di fatiche condivise[cite: 1].
La festa prende il via sia durante le serate che nella grande giornata di domenica, quando si rinnova il classico e imponente pranzo all’aia[cite: 1]. Tra le tavolate all’aperto, il protagonista assoluto è il mosto appena franto, che diventa la base per le ghiottonerie dolci della tradizione locale: la mustata, la deliziosa mostarda calda di uva spolverata di cannella e granella di mandorle, e i famosi cuddureddi[cite: 1]. Il tutto accompagnato da panini imbottiti di salsiccia arrosto fumante e dai vini generosi del territorio[cite: 1].
Tra il ritmo travolgente del Festival del Folklore, le note della musica dal vivo e la spettacolare sfilata dei carretti siciliani dipinti a mano, l’atmosfera si riempie dei colori autentici dell’isola[cite: 1]. Niente sovrastrutture moderne: si viene per stare insieme, brindare in compagnia e riscoprire il sapore unico delle cose fatte come una volta[cite: 1].
Se avete le dita appiccicose di mustata calda e avete brindato a pieni bicchieri nell’aia di Pedalino, raccontateci com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

