Se l’idea di consumare un piatto fumante di farina di mais in pieno luglio vi sembra un affronto alla logica termica, significa che non avete mai fatto i conti con l’orgoglio gastronomico dell’entroterra pesarese. Durante la penultima settimana di luglio, il borgo collinare di San Costanzo, Pesaro e Urbino azzera i condizionatori e accende i calderoni per la leggendaria Sagra della Polenta, un rito collettivo che vanta radici storiche talmente profonde da far sembrare giovani gran parte delle altre feste di paese della penisola.
La tradizione locale racconta che tutto ebbe inizio nei primi anni del diciannovesimo secolo, precisamente nel 1805, quando la popolazione decise di festeggiare lo scampato pericolo dalle carestie dell’epoca cucinando il “povero” cereale nei paioli di rame. Da allora, l’evento si è trasformato in un’istituzione intoccabile, difesa con le unghie e con i denti dalle brigate di esperti Polentari locali, coadiuvati dall’instancabile Pro Loco San Costanzo APS. Il centro storico medievale si riempie di tavolate pronte ad accogliere chiunque sia disposto a sfidare l’umidità estiva in nome di una crosta perfetta e di condimenti ricchi e succulenti.
Oltre alla sacralità della forchetta, il borgo si organizza per non far addormentare i commensali durante la digestione. Le viuzze e i monumenti storici ospitano mostre fotografiche dedicate alla memoria dei vecchi polentari presso il Torrione di via Montegrappa, esposizioni creative di mattoncini colorati nel Teatrino di via Cavour, laboratori per la prole e persino il rombo dei motori delle Harley-Davidson. A coronare lo spirito di unione locale ci pensano la presentazione della squadra di calcio locale e l’energia trascinante della musica popolare meridionale.
Se riuscite a testare la fluidità della polenta estiva senza scottarvi la lingua, o semplicemente volete dire la vostra sul sugo segreto dei polentari marchigiani, lasciate una valutazione della sagra!


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