Se avete la pressione bassa o il medico vi ha consigliato una dieta iposodica, girate al largo, perché qui a Saccolongo, nel bel mezzo del territorio padovano, si fa sul serio. La Sagra dell’Assunta è una di quelle istituzioni parrocchiali vecchio stampo dove il sacro strizza l’occhio al profano davanti a un piatto fumante e a un bicchiere di quello buono proveniente dritto dai vicini Colli Euganei.
La scenografia è la classica ricetta vincente da sagra paesana: ci si ritrova tutti nel cuore del paese, lungo Via Pio XII, con la parrocchia a fare da guardiana benevola e un’area festeggiamenti che profuma di fritto, braciole e socialità ritrovata. La manifestazione cade puntuale tra la seconda e la terza settimana di agosto, spezzandosi in due weekend da combattimento per dare tregua ai fegati e permettere alle brigate dei volontari di ricaricare le batterie.
Che siate lì per la fede o semplicemente attirati dal richiamo ancestrale dello stand gastronomico, ce n’è davvero per tutti i gusti. Il programma non trascura nulla: dalla solenne tradizione religiosa con la processione dedicata alla Patrona, fino all’immancabile e spietata pesca di beneficenza – disciplina olimpica per anziani a caccia di set di tazzine e ragazzini in cerca di cianfrusaglie. Tra uno stand gastronomico in grande spolvero, le pizze sfornate a ritmo continuo e uno Spazio Giovani ben fornito di birra fresca, è praticamente impossibile uscire a stomaco vuoto o con la gola secca.
A coronare il tutto, una pista da ballo dove i complessi con sintetizzatore e i maestri dell’animazione vi trascineranno in balli scatenati fino a tarda notte, per poi chiudere in bellezza con il classico botto finale dei fuochi d’artificio.
Se avete partecipato a questa abbuffata patronale e siete sopravvissuti alle file e alla pesca di beneficenza, lasciateci un commento con la vostra esperienza o votate la festa con le stelline!


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