Se cercate una scusa per ricordare cosa significhi mangiare davvero bene in terra emiliana, fate un salto a Mirandola. Cividale al Pettine non è la solita fiera campionaria del cibo industriale, ma un presidio di resistenza culinaria che si svolge nella zona della Tomina, in Via Guidalina 16. Qui la tradizione non è un concetto astratto da menù turistico, ma una pratica quotidiana che si concretizza in piatti che richiedono tempo, pazienza e mani esperte.
Il menù è un manifesto di sostanza: i maccheroni al pettine sono i veri protagonisti, serviti in diverse declinazioni per soddisfare i palati più esigenti. Quest’anno la brigata ha deciso di puntare anche su alcune chicche gastronomiche, come i tortelloni di zucca o il classico accoppiamento di prosciutto e melone, roba che sa di estate vera, quella in cui ci si siede a tavola senza troppe pretese.
La manifestazione, che si snoda tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, trasforma l’area della Tomina in un punto di ritrovo dove la gastronomia incontra natura, musica e cultura. Dimenticate i contesti asettici: qui la serata prosegue tra chiacchiere, brindisi e quel vociare tipico delle feste di paese che rendono tutto più buono. E visto che la pancia vuole la sua parte, ma anche la testa vuole essere stimolata, non mancano escursioni serali, osservazioni astronomiche e momenti dedicati al benessere fisico. Se avete assaggiato le specialità di Cividale al Pettine e volete dirci se i maccheroni al pettine erano all’altezza della fama, o se avete qualche suggerimento per migliorare l’esperienza, lasciate una valutazione della sagra!


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