Si possono unire due sagre decennali dal nome sardo impronunciabile? Pare di sì, ed è esattamente quello che succede quando l’orgoglio campidanese decide di fare le cose in grande senza chiedere il permesso a nessuno.
Nel cuore geografico dell’isola, adagiato tra i rilievi calcarei e i profili dolci della Marmilla, il borgo di Villanovaforru, Sud Sardegna si trasforma in un formidabile museo a cielo aperto dove l’archeologia va a braccetto con la goliardia di paese.
Nella seconda settimana di settembre torna l’appuntamento con Mestieri, Saperi & Sapori del Passato, una grande celebrazione della memoria artigiana e contadina che prende vita tra le corti del centro storico e l’imponente area del Parco Archeologico Genna Maria.
La festa è una vera e propria macchina del tempo dove il granoturco, il fieno e il giunco ritornano a intrecciarsi sapientemente tra le mani degli artigiani, accompagnati dai ricami minuziosi degli scialli e dalle note travolgenti dei balli sardi nelle piazze.
La sera la scena è tutta per la grande cucina della tradizione villanovese con due piatti storici serviti a cena in Piazza Costituzione: la fragrante simbua frita cun satitzu e i sostanziosi cixiri cun peis de procu.
Tra la mostra delle ceramiche prenuragiche, gli arcieri medievali che sfilano tra le vie e le visite guidate tra i bastioni del Nuraghe, l’atmosfera si scalda fino ai grandi concerti etno-folk sotto le stelle.
Se vi siete immersi nel fascino della Marmilla e avete fatto il pieno di cixiri e simbua frita senza rimanere incastrati con la lingua tra le consonanti sarde, lasciate una valutazione della sagra con le stelline!

