Se credete che le dimensioni non contino, significa che non vi siete mai trovati davanti a 42 metri di pasta fritta dorata e fumante. A Castelletto di Serravalle, Valsamoggia, Bologna, le prime tre settimane di ottobre si va in scena con la Sagra del Gnocco Fritto, un’impresa gastronomica che trasforma il borgo collinare in un cantiere ad alto tasso di colesterolo e goliardia pura.
Nel cuore della fertile terra bolognese, il “gnóc dal Castlât” non è un semplice sfizio da aperitivo, ma una vera e propria religione laica coordinata dal mitico Gruppo del Gnocco Fritto. Qui non ci si accontenta delle solite porzioni: il momento clou della festa è il tentativo di record mondiale con una striscia ininterrotta di pasta fritta lunga più di quaranta metri, stesa con precisione ingegneristica e fritta sotto gli occhi increduli degli avventori. Chi pensa che in fiera si debba stare a dieta ha decisamente sbagliato strada: tra borlenghi croccanti, polenta fumante e salumi nostrani, l’unico vero sport locale è la conquista di una panca nell’area coperta di via Berlinguer.
Tra la rievocazione della trebbiatura “d’na volta”, trattori d’epoca in mostra e il ritmo travolgente del liscio delle orchestre romagnole, si respira l’autentica atmosfera delle sagre di una volta. Il tutto bagnato a fiumi dal vino dei Colli Bolognesi nell’iniziativa Non solo Pignoletto. Le scarpe impolverate sono garantite, il conto si fa rigorosamente con il sorriso e il colesterolo ringrazia felice dopo il terzo giro di rosso.
Se avete assistito alla stesura dell’incredibile stecca di pasta fritta a Castelletto di Serravalle o avete pulito il vassoio senza lasciare neanche una briciola, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

