La Sagra in campagna a Mornico al Serio è la prova provata che per fare festa non servono scenografie hollywoodiane o chef stellati che destrutturano il cibo. Basta un prato in Località Fornace, una cucina che sforna i piatti della tradizione contadina senza troppi complimenti e una programmazione musicale pensata per accontentare un po’ tutti, dai nostalgici del pop italiano agli amanti delle chitarre distorte.
Siamo nella Bassa Bergamasca, terra di pianura, campi e pragmatismo, dove la filosofia della manifestazione si riassume in poche ed efficaci mosse: tavolate di legno, un bicchiere di vino sincero e porzioni che ignorano felicemente il concetto di “minimal”. Non troverete impiattamenti artistici o luci soffuse, ma l’atmosfera ruspante e verace delle vecchie kermesse estive, quelle dove l’odore della griglia si sente a un chilometro di distanza e i bambini corrono liberi mentre gli adulti si contendono l’ultima porzione di polenta.
L’organizzazione punta tutto sulla continuità e sulla formula collaudata dei fine settimana lunghi, trasformando la campagna in un magnete per chiunque cerchi una serata di svago senza i prezzi gonfiati dei locali alla moda. Il menu è una dichiarazione d’amore alla cucina del territorio, quella solida e calorica che storicamente sosteneva il lavoro nei campi e che oggi, fortunatamente, sostiene solo le lunghe chiacchierate tra i tavoli. Oltre al cibo, il vero motore della Sagra in campagna è il palco, che ogni sera cambia pelle per offrire un intrattenimento che culmina puntualmente nei sabati sera, quando dopo i concerti il prato si trasforma in una pista da ballo a cielo aperto fino a notte fonda. Una macchina organizzativa oliata che non ha bisogno di inventarsi effetti speciali per riempire i tavoli.


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