Se c’è un piatto che dimostra come l’ingegno culinario degli anni Ottanta non fosse fatto solo di pennette alla vodka e gelatine salate, quello è senza dubbio lo Gnocco ripieno. Questa celebrazione della pasta fresca si tiene tradizionalmente durante le centrali settimane di luglio ad Albino, Bergamo, un comune della media Valle Seriana che custodisce una storia medievale legata all’estrazione delle pietre coti e ai commerci tessili.
La ricetta di questo caposaldo gastronomico locale non nasce da un blasonato manuale di cucina, ma dall’intuizione casalinga e dalla creatività della madre di Gianluigi Moro, storica anima della Trattoria Moro. L’idea è tanto semplice quanto letale per le calorie: racchiudere all’interno di un impasto di patate un ripieno morbido a base di prosciutto cotto e formaggi. Il risultato è un piccolo scrigno che, una volta condito, conquista anche i palati più diffidenti.
Dimenticate le consistenze gommose dei prodotti industriali. Qui la pasta è tenera, il ripieno è generoso e la proposta della cucina non si ferma ai soli gnocchi. L’evento celebra la cucina seriana e bergamasca più verace, affiancando ai protagonisti della festa piatti strutturati come i casoncelli, le carni grigliate, la cacciagione e la selvaggina, il tutto rigorosamente sorretto da fette di polenta e dalla tradizionale pica söta. Oltre al cibo, la manifestazione si allarga a momenti di intrattenimento per grandi e bambini, con dimostrazioni dal vivo di antichi arti e mestieri che ricordano il passato artigiano della valle. Una festa di sostanza, dove la tradizione si mangia e non si spiega.


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