Quando in Brianza si parla di tradizioni secolari, di solito c’è di mezzo un santo, un parco storico e una discreta quantità di carne alla griglia. La Sagra di San Fermo ad Albiate incarna alla perfezione questo spirito, presentandosi come la kermesse più antica della zona. Un primato che gli organizzatori difendono con le unghie, con i denti e, a quanto pare, anche a colpi di insaccati. Dopo una stagione di tensioni istituzionali degne di una crisi diplomatica internazionale — con tanto di riflettori della TV nazionale puntati sulle griglie del paese per la celeberrima “polemica della salamella” — tra il Comune e il tessuto associazionistico locale è finalmente tornato il sereno.
A rimettere in sesto il timone della festa ci ha pensato l’associazione Amici di San Fermo, guidata dal presidente Sergio Sala, che ha deciso di seppellire l’ascia di guerra in nome dell’amore viscerale per il borgo e per la sua storica manifestazione. Il fulcro dell’evento è storicamente rappresentato dalla celebre Rassegna Zootecnica, un appuntamento che catapulta l’allevamento e la vita contadina nel cuore della Brianza.
La manifestazione si sviluppa nella suggestiva cornice del parco di Villa Campello, che per l’occasione si trasforma in un melting pot di banchi di ristoro, mostre culturali e gazebo delle realtà locali. Tra una commedia in dialetto brianzolo, un bicchiere di vino e le immancabili prelibatezze dello stand gastronomico, la comunità si ritrova per un rito collettivo che unisce la devozione popolare al profano piacere del buon cibo.


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