Nelle terre selvagge e ventose dell’Alta Murgia, dove la pietra incontra l’orizzonte e l’asfalto sfalda sotto il peso della tradizione, il fungo non è un semplice ingrediente: è una divinità pagana con le lamelle. La Sagra del Fungo Cardoncello torna ad animare le vie di Ruvo di Puglia, Bari durante la seconda settimana di novembre, trasformando il borgo murgiano nel tempio assoluto del Pleurotus eryngii.
I locali vi diranno con orgoglio che “u cardoncidd” cresce solo dove la terra è dura e generosa, e che raccoglierlo richiede l’occhio clinico del contadino e la pazienza di un santo. Per tre giorni interi, a pranzo e a cena, le strade si riempiono dell’inconfondibile profumo di soffritti, brace e mosto. Quest’anno poi la faccenda si fa seria, visto il bollino ufficiale di Sagra di Qualità: un riconoscimento che certifica come qui non si scherzi affatto quando si tratta di riempire i piatti e tracannare vino della Murgia.
Tra una passeggiata nel centro storico e una capatina verso il celebre portale della Cattedrale romanica, la vera sfida resta quella di conquistare un posto a sedere lungo le panche. Le brigate della Pro Loco di Ruvo di Puglia sfornano prelibatezze a ritmo continuo, tra padelloni fumanti e calici di rosso verace che mettono d’accordo persino i palati più scettici. Dopotutto, risalire le salite di Ruvo richiede energia, e il cardoncello trifolato è l’unico carburante ammesso dal folklore locale.
Se avete avuto il coraggio di affrontare le code e vi siete leccati i baffi con un bel piatto di cardoncelli e salsiccia, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

