Ahh siamo alle minacce da spaghetti western e agli ingredienti ambigui, proprio la materia prima che ci piace… Se sentite puzza di bruciato e vedete qualcuno armeggiare con cappi e corde non chiamate lo sceriffo: qui l’unico a essere giustiziato sul serio è il re dei formaggi irpini. Ci troviamo a San Sossio, frazione di Serino abbarbicata nell’avellinese, per la Sagra del Caciocavallo Impiccato e del Pittulone, un rito che si consuma tradizionalmente nella seconda settimana di agosto.
La star indiscussa è il caciocavallo impiccato, un capolavoro caseario che penzola sopra una brace ardente finché non inizia a sudare e a colare la sua anima filante direttamente su fette di pane casereccio arrostito. Accanto a questo condannato a morte c’è il mitico pittulone, una specie di focaccia rustica della tradizione contadina locale che nel nome evoca misteri d’altri tempi e che promette di farsi valere nello stomaco. Niente fronzoli, niente impiastricciati buffet gourmet: qui si cena all’aperto, nel piazzale adiacente alla chiesa, dove l’asfalto fa da pavimento, le panche di legno cigolano e il fumo della brace vi battezzerà i vestiti per i successivi tre giorni. Una vera sagra verace, certificata anche dalla presenza di stand dedicati al gluten free e senza lattosio, per rendere democratico il diritto al colesterolo.
L’evento, organizzato con passione dal Comitato Festa San Giuseppe, San Michele e San Sossio e dall’Associazione I Ragazzi di Don Carlo, vi aspetta con i tavoli pronti. Se siete riusciti a sopravvivere alla combo micidiale di caciocavallo e pittulone senza implorare un digestivo o se avete finalmente scoperto cosa diavolo c’è dentro al pittulone per renderlo così saporito, lasciateci una valutazione con le stelline nelle nostre recensioni!


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