Nel cuore della pianura bresciana, dove la terra si lavora sul serio e il passato rurale non è una posa per i turisti della domenica, c’è un borgo che per tre giorni decide di spegnere i pensieri moderni. A Mairano va in scena la Sagra del Contadino, un vero e proprio inno alla civiltà contadina della Bassa Bresciana che cancella la modernità per far parlare i trattori d’epoca e i ferri del mestiere. La manifestazione si prende il centro della scena durante la terza settimana di settembre, attirando nostalgici, curiosi e buone forchette in un viaggio temporale dove i ritmi sono quelli dei campi e i profumi quelli delle cucine di una volta.
La festa trasforma letteralmente il paese in un museo a cielo aperto, ma decisamente più rumoroso e allegro. Tra le vie si ripopolano le piazze con gli antichi mestieri che rischiano l’estinzione, mentre le delegazioni locali rimettono in moto vecchi motori agricoli e tradizioni che sembravano destinate solo ai racconti dei nonni. Ovviamente, siccome tutta questa operazione amarcord mette un certo appetito, i volontari del posto non si fanno pregare: i motori veri sono quelli delle cucine, pronti a sfornare i piatti tipici e veraci della tradizione locale, pensati per foderare lo stomaco di chi un tempo passava le giornate nei campi e oggi si gode la piazza.
Se avete avuto modo di testare la genuinità dei piatti proposti o se avete scoperto qual è la specialità segreta che le massaie preparano dietro i padelloni, non fate i misteriosi e lasciateci una valutazione della sagra!


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