C’è chi passa l’estate a contare i semi dell’anguria e chi, con più lungimiranza, si fionda nell’entroterra salernitano a caccia di carboidrati veraci, cotti a legna e impossibili da imitare. Durante la seconda settimana di agosto, le luci si accendono a Pellezzano, Salerno, più precisamente nella centralissima Piazza Giuseppe di Vittorio, per la Sagra do’ Sciusciello. Un evento che non è la solita fiera acchiappaturisti con i fustini di birra industriale, ma un vero e proprio presidio di resistenza culinaria e goliardia di paese.
Il protagonista assoluto, manco a dirlo, è lo sciusciello, un antico pane della tradizione contadina locale che non ha nulla a che vedere con una pizza al taglio o con un banale panino da autogrill. La magia avviene grazie allo shock termico: l’impasto viene scaraventato nei forni a legna ad altissime temperature, gonfiandosi all’istante fino a diventare una tasca fragrante, leggera e completamente vuota all’interno, pronta a ospitare farciture tutt’altro che dietetiche. Questa eccellenza campana, orgogliosamente iscritta nel registro dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), è difesa con le unghie e con i denti dai volontari dell’Associazione Sagra do’ Sciusciello, arrivati a lanciare vere e proprie diffide ufficiali contro chiunque provi a spacciare imitazioni sfigate nei paesi limitrofi.
Nata alla fine degli anni Ottanta quasi per scommessa durante un presepe vivente, la manifestazione mobilita oggi un esercito di oltre sessanta compaesani pronti a sfornare prelibatezze, il tutto condito da musica dal vivo, spettacoli in piazza e l’immancabile baccano estivo.
Se avete avuto la fortuna di addentare uno sciusciello originale ripieno o se volete dire la vostra sulla qualità della cottura e della farcitura di quest’anno, lasciate una valutazione della sagra!


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