La Sagra di Santa Margherita a Carpi d’Adige non è esattamente quel genere di evento bucolico in cui ci si aspetta di trovare il silenzio della campagna o il calore familiare di una sagra di paese qualunque. Qui, tra la seconda e la terza settimana di luglio, il campo di calcio di Carpi viene letteralmente invaso da un turbine di luci, decibel e musica da ballo che sembra voler scuotere le fondamenta di questa frazione veronese. Non è un caso che ci si trovi di fronte a una manifestazione che conta oltre un secolo e mezzo di vita: la capacità di rinnovarsi, anche in modo decisamente sfrontato, è la cifra stilistica di questo storico appuntamento.
Se cercate un momento di riflessione, siete nel posto sbagliato. La Sagra di Santa Margherita è un presidio di convivialità chiassosa, dove le orchestre da ballo si alternano a DJ set che richiamano folle pronte a tutto pur di non restare a casa. La cucina, gestita dallo staff locale, punta dritto alla sostanza, con proposte enogastronomiche pensate per rifocillare i partecipanti che passano ore tra la pista da ballo e i chioschi. È la tipica festa dove le etichette sociali vengono parcheggiate fuori dal cancello del campo sportivo, lasciando spazio a un’atmosfera che oscilla tra il nostalgico richiamo ai successi degli anni ’90 e il frenetico ritmo delle serate danzanti.
Tra una estrazione della tombola e un brindisi veloce al bar, la comunità di Carpi d’Adige riesce a tenere vivo uno spirito che, nonostante la modernità, non ha perso la sua vocazione di base: mettere insieme le persone, farle mangiare e, soprattutto, farle divertire (o stordire, a seconda dei punti di vista). Se avete avuto modo di testare la resistenza della vostra schiena sulle piste da ballo o avete un’opinione sulla qualità dei piatti serviti durante la Sagra di Santa Margherita, non fate i timidi: lasciate una valutazione della sagra o una vostra segnalazione!


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