Nel cuore del Polesine, dove la terra si stende piatta e regolare sotto l’afa estiva, c’è una frazione che per sei giorni all’anno decide di interrompere il silenzio delle sue campagne. Il territorio di Rasa, piccolo borgo rurale legato storicamente alle bonifiche camaldolesi del Medioevo – da cui deriva il nome stesso, legato all’azione di “rasare” e disboscare i fitti boschi lungo l’antico corso dell’Adigetto – si trasforma nel teatro di una delle manifestazioni più veraci e longeve della provincia di Rovigo. La Sagra di Rasa si appropria degli spazi di Via Ex Provinciale Rasa, 36 – Lendinara (RO), richiamando appassionati e buongustai durante la seconda settimana di luglio.
Lo spirito della festa non si nasconde dietro a presentazioni patinate o velleità gourmet: qui le cose si fanno ancora alla vecchia maniera, con lo stand gastronomico che fuma a pieno ritmo e lunghe tavolate pronte ad accogliere chi cerca sapori decisi, senza fronzoli. Il fulcro dell’evento si snoda attorno alla genuinità della cucina locale, capace di alternare con disinvoltura sostanziose portate di carne alla griglia e piatti di pesce della tradizione polesana.
Ad accompagnare i profumi della cucina ci pensa una colonna sonora fissa, scandita ogni sera da orchestre di liscio e complessi tradizionali, mentre sul grande schermo scorrono le immagini dei Mondiali di calcio per non far sentire la mancanza del salotto di casa. Tra una cartella della lotteria locale e un giro alla pesca di beneficenza – il cui ricavato sostiene storicamente la locale Scuola Materna Santa Maria Goretti – la manifestazione riesce a mantenere intatto quell’entusiasmo contadino e quella voglia di fare comunità che i grandi centri urbani hanno ormai dimenticato.


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