A Molinara si consuma il solito, immancabile psicodramma estivo collettivo attorno a un tubero. La Sagra della Patata di Molinara non è semplicemente un evento gastronomico, ma il momento in cui l’intero paese decide che la patata locale sia il centro gravitazionale del Sannio. Organizzata dalla Pro Loco di Molinara in collaborazione con l’associazione C.A.S.A., la manifestazione trasforma piazza San Rocco in una gigantesca cucina a cielo aperto, dove la partecipazione popolare è talmente spinta che pure i sassi sembrano pelare patate.
Il segreto di questo successo planetario (all’interno dei confini fortorini) risiede nelle particolari caratteristiche del suolo e del clima locale. Fattori che, a sentire gli indigeni, conferiscono alla patata molinarese un gusto unico, miracoloso e ovviamente non replicabile altrove. Da generazioni le ricette vengono tramandate con il rigore di un segreto di Stato, coinvolgendo cittadini di ogni età in una produzione di massa che rasenta il misticismo contadino.
Il menù è un trionfo di carboidrati e calorie: si va dalla tradizionale pasta e patate allo spezzatino, passando per la graffa. Ma il vero totem gastronomico della festa è la celebre “Patane a ’nzalata”, arricchita con peperoncini verdi, un piatto spartano che riassume l’essenza della cucina povera locale. Tra profumi intensi, fumi di frittura e fiumi di socialità forzata, Molinara si conferma la capitale estiva del carboidrato sannita, regalando ai visitatori l’illusione di riscoprire tradizioni autentiche, mentre in realtà stanno solo cedendo al fascino irresistibile della convivialità di paese.


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