Se pensate che l’olio buono serva solo a condire l’insalatina, a Ghizzano vi faranno ricredere a suon di griglie roventi e zuppe fumanti. La Sagra dell’Olio è il trionfo dell’oro verde toscano, una festa ruspante dove l’importante è l’unto giusto e la genuinità dei piatti. Qui la filosofia è semplice: niente fronzoli, niente puzza sotto il naso e soprattutto niente prenotazioni. Ci si siede, si mangia quello che la tradizione comanda e si gode della tipica accoglienza toscana, dove persino i celiaci e i vegetariani trovano pane (o meglio, ciccia e cavolo) per i loro denti.
Il Menù della Sagra
La manifestazione si sviluppa su due fine settimana consecutivi nella seconda metà di maggio:
I Primi della Tradizione: la vera star per chi non mangia carne è la zuppa di cavolo (definita dagli stessi cuochi “bona da morì”). Per i tradizionalisti della pasta, spazio a penne all’arrabbiata, al ragù o al pomodoro.
La Brace e il Cinghiale: il reparto secondi è un paradiso per i carnivori. Si spazia dal cinghiale con l’olive ai grandi classici della griglia: bistecca di vitello, galletto, rostinciana, salsicce e la mitica scamerita.
Contorni e Dolci: per ripulirsi la coscienza (e il piatto) ci sono le bruschette all’olio nuovo, patatine fritte, erbe di campo e fagioli. Si chiude in bellezza con cantuccini e vin santo o crostata.
Istruzioni per l’Uso (Note di Servizio)
Regola d’Oro: non si accettano prenotazioni. Il comitato è chiaro: prima arrivi, meglio alloggi (e prima mangi).
Intolleranze e Scelte Alimentari: per i celiaci l’organizzazione garantisce la sicurezza della griglia, mentre per i vegetariani la zuppa di cavolo è la scelta d’elezione.


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