Fortunatamente per fare una gran festa non serve per forza la solita tonnellata di carne alla brace e una squallida orchestrina di liscio. A Villanova di Bagnacavallo, Ravenna va in scena la Sagra delle Erbe Palustri, un appuntamento che rifiuta le scorciatoie commerciali più facili per esaltare con orgoglio e una spiccata dose di raffinatezza la storia verace della Bassa Romagna. Durante la seconda settimana di settembre, il piccolo centro ravennate riapre il libro della memoria e celebra la straordinaria civiltà dell’intreccio, quell’arte antica e ingegnosa capace di trasformare la canna e la tifa delle valli in oggetti d’uso quotidiano, in quello che è forse il museo di archeologia filologica più grande in Italia. Non è un caso che proprio qui si svilupparono le famose civiltà villanoviane, preliminari alla civiltà degli etruschi
Promossa dall’Associazione Culturale Civiltà delle Erbe Palustri, la manifestazione trasforma il paese e l’Ecomuseo in un cantiere vivo di artigianato rurale, collezionismo, arte e natura. Il cuore pulsante del fine settimana è la grande mostra mercato ricca di pezzi d’antiquariato e modernariato, mentre la domenica dalle prime luci del mattino si accende il tradizionale mercatino delle pulci tra cianfrusaglie d’epoca e chicche introvabili. E la cucina? Niente menù banali o roba da autogrill: qui l’identità passa dalle mani delle sfogline e dai sapori schietti di una volta, perfetti da gustare mentre ci si perde tra le dimostrazioni dal vivo dei vecchi artigiani che ancora maneggiano le erbe con maestria commovente.
Niente fronzoli modaioli o tetti di plastica: a Villanova si cammina adagio, si curiosa tra i banchi, si brinda con un buon calice di Sangiovese e ci si gode la bellezza solida delle cose fatte a mano come si faceva un secolo fa.
Se avete fatto un giro a Villanova di Bagnacavallo per scoprire i segreti dell’intreccio o per scovare qualche affare al mercatino, lasciateci un commento con la vostra esperienza e le immancabili stelline. Non siamo a conoscenza però di stand gastronomici (magari filologici anch’essi), fateci sapere se riuscite a mettere qualcosa sotto i denti o se vi siete portati un panino.

